Il tempo come nuovo lusso: perché il 2025 ha cambiato il gusto italiano
di Francesco Ciancio Il 2025 non è stato l’anno delle mode urlate, né quello delle provocazioni effimere. È stato piuttosto l’anno delle certezze ritrovate. Un tempo di sintesi e di maturità, in cui l’enogastronomia italiana ha scelto consapevolmente di rallentare, abbandonando l’estetica dell’eccesso per riappropriarsi di ciò che conta davvero: identità, coerenza, rispetto per il tempo. Food, wine, spirits e lifestyle hanno smesso di essere compartimenti stagni per fondersi in un unico linguaggio narrativo, sofisticato e riconoscibile. Un racconto capace di descrivere un paese finalmente consapevole del proprio valore e non più impegnato a dimostrare, ma deciso a esprimere. In cucina, lo spettacolo ha lasciato spazio alla sostanza. I piatti si sono fatti più leggibili, le tecniche più misurate, il prodotto è tornato al centro come elemento narrativo e non come pretesto creativo. Il vero lusso non è più l’effetto sorpresa, ma il tempo: tempo di fermentazione, di lievitazione, di affina...