SLOW WINE 2026 : degustare l’Italia un calice alla volta !
di Francesco Ciancio
Milano, Superstudio Maxi – 18 ottobre 2025.
La capitale lombarda dell’innovazione ha ospitato la presentazione ufficiale della Guida Slow Wine 2026, il volume di riferimento per chi cerca nel vino un racconto autentico del territorio e delle persone che lo rendono vivo.
L’evento, organizzato da Slow Food, ha riunito il meglio della produzione vitivinicola italiana: centinaia di produttori, giornalisti, operatori del settore e appassionati si sono ritrovati al Superstudio Maxi, trasformato per l’occasione in un grande palcoscenico dedicato al vino sostenibile e consapevole.
Protagoniste assolute della giornata sono state le aziende insignite della Chiocciola, simbolo distintivo della filosofia Slow Wine. Un riconoscimento assegnato a quelle realtà che meglio incarnano i principi di qualità, rispetto ambientale e coerenza etica, dimostrando che l’eccellenza enologica può e deve andare di pari passo con la tutela del paesaggio e della biodiversità.
In degustazione oltre 900 etichette provenienti da tutta Italia, in un percorso che ha raccontato la straordinaria diversità dei territori viticoli nazionali: dai grandi classici delle Langhe e del Chianti Classico alle produzioni di nicchia del Sud e delle isole.
Tra i banchi d’assaggio ho avuto modo di confrontarmi con alcuni produttori che mi hanno particolarmente colpito. Fabbrica di Pienza, splendida realtà toscana capace di interpretare il territorio della Val d’Orcia con eleganza e personalità. Notevole anche Fezzigna, unica azienda calabrese presente, con un rosso che sorprende per eleganza e struttura, quasi a evocare un grande vino piemontese. Gagliardi, con il suo entusiasta e appassionato Umberto, ha presentato un Verdicchio di Matelica vibrante e territoriale. Dalla Sicilia, poi, Di Grazia, Aldo Viola e Alberia hanno offerto un panorama di vini diversi ma accomunati da un’identità forte, con quest’ultima che porta avanti un piccolo ma interessantissimo progetto artigianale.
Dalla Basilicata arrivano due realtà premiate altrettanto significative: Elena Fucci e Arteteke, due aziende dello stesso territorio ma così diverse tra loro, entrambe capaci di raccontare il territorio lucano con stili e approcci distinti, mostrando quanto la varietà e la personalità siano il vero tesoro dei vini del Sud.
Non sono mancati i grandi classici: Toscana, Piemonte, Friuli, Puglia e ogni altra regione d’Italia hanno portato in degustazione interpretazioni diverse del vino contemporaneo, tutte accomunate da una visione consapevole e sostenibile.
La presentazione della guida ha confermato ancora una volta il ruolo centrale di Slow Wine nel promuovere un modello di viticoltura più giusto, attento alle persone e ai luoghi. Un manifesto di valori che continua a ispirare produttori e consumatori, guidandoli verso un futuro del vino sempre più autentico e responsabile.

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