VINI DEALCOLATI COSA ASPETTARSI ?!
Il 2025 ha portato una svolta nel mondo del vino, da quest'anno infatti il vino dealcolato è legge e questo è stato anche un'importante messaggio emerso dall'ultimo Vinitaly svoltosi solo qualche settimana fa a Verona, superare i pregiudizi legati a questa tipologia di vino.
Ma cosa significa? Anche in Italia si puo' non solo vendere , ma anche produrre vino totalmente o parzialmente privo di alcol e questa bevanda può essere chiamata vino. Sull'etichetta si legge Vino dealcolato se la bevanda in questione avrà un titolo alcolometrico non superiore allo 0,5% e sarà invece Parzialmente dealcolato se il volume alcolico sarà superiore allo 0,5% ma non superiore gli 8,5 % . Attualmente sono fuori da queste definizioni tutti i vini IGT, DOC e DOCG, anche se questo in futuro potrebbe cambiare.
Precursori in questo mercato sono alcune importanti aziende fra tutte J.Hofstatter dell'Alto Adige, Bosca di Canelli nell' Astigiano e Santero , attualmente tante altre aziende stanno iniziano a testare o produrre vini a basso tenore alcolico fra cui Argea, Mionetto e Zaccagnini per citarne solo alcuni.
Come si dealcola un vino? Ci sono tre macro metodi previsti dal regolamento: L'evaporazione sottovuoto, cioè si elimina l'alcol dal vino abbassando la temperatura di evaporazione in un ambiente sottovuoto, l'uso di membrane come l'osmosi inversa, la dialisi e la nano filtrazione ed infine il metodo della distillazione sottovuoto dove si fa evaporare l'alcol tramite una colonna di distillazione.
Che differenza c'è fra dealcolati e alcol free ?Non dobbiamo confondere queste due categorie, infatti come già scritto nel primo caso si parla di un vino già "pronto" che viene sottoposto ad un processo chimico di dealcolazione per eliminare totalmente o parzialmente l'alcol, nel secondo caso invece si tratta di vini in partenza senza alcol. I vini alcol free sono una bevanda che nasce senza presenza di alcol, sono cioè basi di mosto in cui viene bloccata la fermentazione alcolica sul nascere e questo ovviamente farà ottenere un prodotto con un grado zuccherino più elevato, in quanto durante quest'ultima gli zuccheri vengono trasformati in alcol.
A cosa serve e a chi si rivolge questa tipologia di vino? Oggi il mondo ed il mercato del vino sono molto cambiati anche rispetto a qualche anno fa, sicuramente serviranno ad alcune aziende per aprirsi nuovi scenari e nuovi mercati, viene subito da pensare ad esempio ai mercati Arabi, ma c'è da tenere d'occhio anche la tendenza di molti giovani che cercano prodotti meno alcolici e di conseguenza meno calorici. Da considerare anche come tanti governi ormai adottino leggi sempre più severe sul codice della strada e chi come ad esempio Regno Unito e paesi Nordici devono fare da tempo ormai i conti con un consumo di alcol elevato.
Perchè un ristorante dovrebbe inserire questi vini nella sua winelist? Si tratta sicuramente di una scelta inclusiva,integrare il vino dealcolato nella carta vini significa ampliare la propria offerta ed aprirsi ad un pubblico più ampio : astemi,donne in gravidanze e come già accennato persone che evitano l'alcol per motivi religiosi.
L'abbinamento vino e cibo con vini dealcolati è possibile? Generalmente nel wine pairing questi vini presentano una struttura meno importante e aromi meno intensi rispetto ai vini tradizionali, sinceramente da sommelier trovo qualche difficoltà in questo, ma tuttavia si possono ugualmente abbinare questi vini puntando sulle caratteristiche di freschezza,acidità e perchè no a volte sulle note aromatiche .
Ma qual'è la vera sfida? A mio modesto parere la vera sfida sarà per le aziende dealcolare il vino mantenendo intatte le caratteristiche del prodotto, quindi riuscire pur senza alcol ad ottenere le caratteristiche degli aromi e della piacevolezza, il volume e la morbidezza. Nei vini rossi questa sarà una sfida più complessa perchè sappiamo bene che proprio in quella tipologia l'alcol gioca un ruolo fondamentale per il corpo e la struttura del vino.

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