VINI DA SUPERMERCATO : guida al bere bene quotidiano
di Francesco Ciancio
Il mercato del vino da supermercato è cambiato radicalmente negli ultimi anni e soprattutto dopo l’era Covid. Se prima era sinonimo di produzioni industriali e omologate, oggi include un ventaglio di proposte molto più variegato: etichette di cooperative di territorio, piccoli produttori che hanno stretto accordi con la GDO , brand di fascia media con linee dedicate, e perfino cantine di alto livello che scelgono di rendersi accessibili.
Questa evoluzione è figlia anche della crescente cultura enologica degli italiani. Il consumatore moderno ha imparato a leggere le etichette, denominazioni, ricerca vitigni autoctoni e apprezza i vini del territorio. E le alcune catene di supermercati ( Esselunga, Iper , Carrefour )hanno risposto con assortimenti più curati, selezioni regionali e, in alcuni casi, collaborazioni con sommelier ed esperti del settore. È facile e spesso giusto pensare che un vino da 10 euro non possa essere di qualità , ma il prezzo della bottiglia non racconta tutto o perlomeno non sempre . Nei canali della grande distribuzione, molte variabili influiscono sul costo finale, per fare qualche esempio : grandi quantità di produzione, che abbattono i costi unitari, distribuzione diretta ovvero senza passaggi intermedi e anche un packaging economico con bottiglie più leggere, etichette semplificate e fatte di materiale riciclato .
Ma come orientarsi fra gli scaffali per comprare un buon prodotto !?
Non lasciamoci sedurre solo dal design o dal nome evocativo, a volte grossi brand propongono vini a prezzi un po’ troppo ricaricati . Non consideriamo solo il prezzo perché gli scaffali sono pieni di vini così economici addirittura sotto i 3 o a volte 2 euro, che ci sarebbe davvero da chiedersi se possano chiamarsi vini. Leggi con attenzione la denominazione, le Indicazioni geografiche specifiche, il nome della cantina o del produttore, ma soprattutto stai attento all’annata , perché spesso nei supermercati troviamo bottiglie che hanno fatto già il loro tempo e rischiamo una sgradita sorpresa nel momento in cui decideremo di berlo o peggio ancora di servirlo ai nostri amici. Inoltre sempre più supermercati offrono linee biologiche o biodinamiche. Attenzione però: non sempre “bio” equivale a buon. Vale la pena verificare il produttore e, se possibile, assaggiare prima di fare scorta !
Il vino da supermercato non è una scorciatoia, ma una porta d’accesso democratica al mondo del vino. È un modo per educare il palato, sperimentare vitigni e territori, e accompagnare il quotidiano con piacere e gusto.
A volte con pochi euro, si può portare a tavola una storia, un paesaggio, una cultura. Basta solo imparare a leggere tra le righe dell’etichetta… e fidarsi del proprio gusto !

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