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Vinitaly 2026: cosa vedere, dove degustare e dove fare networking a Verona

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Di Francesco Ciancio   Dal 12 al 15 aprile Verona torna capitale mondiale del vino con Vinitaly. Tra degustazioni, incontri con i produttori e wine bar affollati di professionisti del settore, la fiera resta uno degli osservatori più importanti per capire il futuro del vino.  Per quattro giorni Verona diventa il punto di incontro internazionale per il mondo del vino. Migliaia di produttori, buyer, sommelier, importatori e giornalisti arrivano in città per partecipare a Vinitaly, la più importante fiera italiana dedicata al vino.  Più che una semplice manifestazione fieristica, Vinitaly è oggi un vero laboratorio di tendenze: qui si leggono in anticipo i cambiamenti del mercato, dalle nuove abitudini di consumo alla crescente attenzione verso sostenibilità e viticoltura responsabile.  L’edizione 2026 dedica particolare attenzione ai temi ambientali, ai mercati emergenti e alle nuove generazioni di consumatori, sempre più interessate a vini identitari e prodotti con pr...

LA NUOVA NOSTALGIA URBANA CHE CONQUISTA I GIOVANI

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 di Francesco Ciancio C’è qualcosa di profondamente contemporaneo nel desiderio di tornare indietro.  Negli ultimi dodici mesi abbiamo assistito a una tendenza chiara: i ragazzi hanno ricominciato a cercare il baretto di quartiere, l’enoteca con le sedie spaiate, la pizza al taglio mangiata in piedi sul marciapiede. Non è solo una moda. È un cambio di paradigma.  In un’epoca dominata da format replicabili e concept studiati al millimetro la nuova generazione sembra voler tornare a spazi più umani, meno costruiti, più veri. L’enoteca di quartiere 2.0 Negli ultimi dodici mesi sono nate soprattutto a Milano  decine di enoteche di quartiere con mescita, spesso piccole e quasi intime. Locali che rifiutano l’impostazione elitaria del wine bar classico e scelgono invece un approccio conviviale.  Il filo conduttore? Una carta ( che spesso non esiste ) centrata sui vini naturali, macerati, rifermentati, piccoli produttori artigianali. Ma senza estremismi ideologici. La b...

Il tempo come nuovo lusso: perché il 2025 ha cambiato il gusto italiano

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di Francesco Ciancio Il 2025 non è stato l’anno delle mode urlate, né quello delle provocazioni effimere. È stato piuttosto l’anno delle certezze ritrovate. Un tempo di sintesi e di maturità, in cui l’enogastronomia italiana ha scelto consapevolmente di rallentare, abbandonando l’estetica dell’eccesso per riappropriarsi di ciò che conta davvero: identità, coerenza, rispetto per il tempo. Food, wine, spirits e lifestyle hanno smesso di essere compartimenti stagni per fondersi in un unico linguaggio narrativo, sofisticato e riconoscibile. Un racconto capace di descrivere un paese finalmente consapevole del proprio valore e non più impegnato a dimostrare, ma deciso a esprimere. In cucina, lo spettacolo ha lasciato spazio alla sostanza. I piatti si sono fatti più leggibili, le tecniche più misurate, il prodotto è tornato al centro come elemento narrativo e non come pretesto creativo. Il vero lusso non è più l’effetto sorpresa, ma il tempo: tempo di fermentazione, di lievitazione, di affina...

La Cucina Italiana: ora Patrimonio Culturale dell’Umanità UNESCO

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  di Francesco Ciancio La cucina italiana non è soltanto un insieme di piatti iconici: è una forma d’arte, una tradizione sociale e un modo di vivere che ha modellato l’identità del Paese e conquistato il palato del mondo.  Il 10 dicembre 2025, a Nuova Delhi, è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.  Un riconoscimento storico, ma non per i motivi più citati. Non premia un ricettario né un’identità culinaria univoca: celebra un modo di vivere il cibo.  L’UNESCO non ha consacrato un repertorio di ricette, perché una cucina italiana “unica” non esiste. Il dossier di candidatura lo afferma chiaramente: non ci sono tradizioni canoniche né un’identità gastronomica stabile, bensì una ricchezza fatta di diversità, pratiche locali e continua evoluzione. È proprio questa eterogeneità, più che qualsiasi piatto simbolo, a costituire il vero valore culturale riconosciuto.  Questa prospettiva apre opportunità culturali e turi...

Eleganza e tradizione a tavola da La Gioia San Marco

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 di Francesco Ciancio A volte le feste rumorose non servono. Basta una cena curata, la persona giusta accanto e un tavolo raffinato in una Milano che pulsa discreta. Così ho scelto di celebrare i miei 40 anni con semplicità optando per  La Gioia San Marco , un ristorante elegante nel cuore del quartiere Moscova dove la vita milanese incontra stile e gusto. Entrando si percepisce subito che non si tratta di un locale qualsiasi. Gli interni combinano materiali naturali, luci soffuse e un gusto minimal‑chic: legno chiaro, tessuti caldi, dettagli in ottone. Ogni elemento è studiato per creare un ambiente raffinato ma accogliente, perfetto per chi ama il design discreto e l’eleganza senza ostentazioni. La sensazione è quella di entrare in uno spazio sospeso tra modernità e tradizione, dove ogni tavolo può diventare il set di una foto da ricordare. La cena è iniziata in punta di piedi, con un piccolo preludio: puntarelle crude e croccanti, un tocco di freschezza che ha acceso l’appe...

Deraliye: un assaggio di Istanbul imperiale!

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  di Francesco Ciancio Durante il mio soggiorno ad Istanbul avevo un obiettivo chiaro: provare uno dei ristoranti menzionati nella Guida Michelin. Tra i vari nomi, il Deraliye, nel cuore di Sultanahmet, continuava a comparire ovunque, così abbiamo deciso di andarci. Appena entrato, il brusio della città è rimasto fuori come un sipario che si chiude. Dentro, luci calde, profumi di spezie, un’atmosfera che sembrava sussurrare storie di sultani e banchetti imperiali. Siamo stati accompagnati in una sala interna, una sorta di privé, dove abbiamo ricevuto le attenzioni del personale e la presentazione del menù direttamente dallo chef NecatiYilmaz. Il viaggio è iniziato con i meze, un mix di cold e hot starter davvero stupendi, piccoli assaggi che sembravano raccontare la città meglio di qualunque guida. Poi è arrivato il Testi Kebab, servito nella tradizionale anfora di terracotta rotta al tavolo: una piccola scena teatrale. Un attimo di silenzio, un colpo secco, il profumo che si liber...

SLOW WINE 2026 : degustare l’Italia un calice alla volta !

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  di Francesco Ciancio Milano, Superstudio Maxi – 18 ottobre 2025 . La capitale lombarda dell’innovazione ha ospitato la presentazione ufficiale della Guida Slow Wine 2026, il volume di riferimento per chi cerca nel vino un racconto autentico del territorio e delle persone che lo rendono vivo. L’evento, organizzato da Slow Food, ha riunito il meglio della produzione vitivinicola italiana: centinaia di produttori, giornalisti, operatori del settore e appassionati si sono ritrovati al Superstudio Maxi, trasformato per l’occasione in un grande palcoscenico dedicato al vino sostenibile e consapevole. Protagoniste assolute della giornata sono state le aziende insignite della Chiocciola, simbolo distintivo della filosofia Slow Wine. Un riconoscimento assegnato a quelle realtà che meglio incarnano i principi di qualità, rispetto ambientale e coerenza etica, dimostrando che l’eccellenza enologica può e deve andare di pari passo con la tutela del paesaggio e della biodiversità. In degustazi...